Ora i tre europarlamentari stanno ripartendo per Bruxelles, ma “dando le spalle a quella foresta buia e gelida – conclude l’ex medico di Lampedusa – mi sono sentito male. Da oggi stesso faremo tutte le pressioni di cui saremo capaci sulle istituzioni https://carovanemigranti.org/news/ Ue perché facciano qualcosa per aiutare qualche migliaio di persone che chiedono solo di sopravvivere. Lasciandoli al loro destino, dimostriamo alla Bielorussia di Lukashenko che le sue azioni e minacce funzionano”. Il senso di isolamento di Roma sul fronte migratorio è molto più di una semplice preoccupazione politica. Gli abbonati hanno accesso a tutti gli articoli, i video e i reportage pubblicati sul sito.

Ricevi le notizie più importanti di politica, mondo, cronaca, spettacolo, le analisi e gli aggiornamenti. Condanniamo pienamente le azioni del governo bielorusso, ma sollecitiamo allo stesso tempo una risposta da parte dell’UE e dei suoi Stati membri, in linea con gli obblighi legali europei e internazionali. Sebbene alcuni degli emendamenti siano – in teoria – temporanei e la loro applicazione geograficamente limitata, essi rischiano tuttavia di istituzionalizzare la pratica illecita.

“L’Unione Europea – ha proseguito Draghi – deve dimostrarsi all’altezza dei propri valori, come l’ha esortata a fare Papa Francesco di recente. Per difendere le vite e i diritti di chi parte per scappare è essenziale promuovere i corridoi umanitari dai Paesi terzi verso gli Stati Membri dell’Ue”. L’Europa invece di aiutarci adesso ci rimanda la palla, anzi i migranti, nel nostro campo; tocca a noi accoglierli, gestirli. L’archiviazione tecnica o l’accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi.

  • Io, mio marito e la nostra figlia di tre anni, e sono incinta di 8 mesi e 3 settimane.
  • Vuol dire cioè, sul fronte politico, che a Bruxelles si guarda con più attenzione alla pressione migratoria interna e non alla gestione delle rotte provenienti dal Mediterraneo.
  • L’accesso all’asilo in Polonia, Lituania e Lettonia dovrebbe essere immediatamente ripristinato sia nella legge che nella pratica.
  • Il fatto che gli Stati membri dell’UE impediscano la fornitura di assistenza salvavita alle persone, alcune delle quali sono estremamente vulnerabili, è inaccettabile.
  • In queste Conversazioni i ricercatori dell’IRiS dialogano con colleghi ricercatori, insegnanti, scrittori, migranti, rifugiati, attivisti, artisti e politici sulle questioni legate alla migrazione e al nuovo mondo che sta emergendo dall’attuale pandemia.

Su questo fronte, la Commissione ha stabilito di destinare a Varsavia 114,5 milioni di euro del bilancio Ue per la gestione delle frontiere. Tali fondi « non dovranno essere usati per costruire i muri », ha spiegato il portavoce dell’esecutivo comunitario Eric Mamer, che però non ha escluso possano essere utilizzati per costruire « barriere fisiche ». Nonostante le gravi tensioni che esistono tra gli Stati coinvolti, la situazione, come molte altre ai confini dell’UE, è gestibile e dovrebbe essere affrontata tenendo conto della situazione mondiale. A livello globale, infatti, molti paesi in situazioni molto fragili affrontano complesse sfide di accoglienza, che coinvolgono un numero molto maggiore di persone.

Navi bloccate in mezzo al mare, porti chiusi e giochi di forza tra stati europei, il tutto sulla pelle di coloro che il mare lo devono affrontare con l’illusione di una nuova e migliore vita. « Noi offriamo una Via della Seta sostenibile perché le persone lavorino con noi, per molti Paesi quella della Cina non lo è ». Così Josep Borrell toccando un altro tema caldo della politica internazionale. Dopo aver premesso che l’Ue « fornisce risorse e partnership destinate al continente », Borrell si è soffermato sulle infrastrutture digitali e sulla loro importanza, ribadendo l’intenzione di costruire connettività nel mondo al servizio dell’interattività « Vogliamo offrire a tutti i partner un buon accordo » ha concluso.

L’Ufficio Europeo di Sostegno per l’Asilo (EASO – European Asylum Support Office) ha pubblicato un Rapporto sulle misure di emergenza legate alla pandemia attuate dagli Stati Membri nella gestione delle domande d’asilo e dei sistemi di accoglienza. La reintroduzione dei controlli per situazioni di emergenza è legale e regolata dal codice frontiere Schengen. Tuttavia, ad aprile la Commissione europea ha spiegato che i paesi hanno agito in maniera non coordinata, facendo prevalere l’interesse nazionale rispetto alla solidarietà e cooperazione intraeuropea.